‣ Esposizioni | Alp Wispile 2007 – Ritratto


Nella pubblicità la mucca è il più delle volte viola

Testo: Manfred W. Jürgens


Nella pubblicità la mucca è il più delle volte viola, nella nostra ultima copertina è beige e marrone come un tipo di cioccolato al latte che si scioglie, inoltre la mucca ha un riccio elegante sulla fronte.

La mucca si chiama Soraia e veniva ritratta dal pittore e fotografo Manfred W .Jürgens sulle alpi svizzere di Wispile. Come si è giunti a ciò, lo sappiamo nella seguente storia, scritta dall'artista stesso.

Ad una inaugurazione di una mostra di un mio amico di Amburgo (Karmers), sbronzo di vino rosso, conobbi il redattore svizzero (Urs Willmann) di Zeit. Naturalmente ci intrattenemmo su discorsi quali, mucche e deliziosi formaggi svizzeri d'alta quota. Poiché entrambi nella nostra gioventù ave-vamo temporaneamente fatto pascolare le mucche, uno sulle montagne e l'altro al mare, avevamo qualcosa in comune. Così andammo sulla sua pagina di consigli internet: www.kuhleasing.ch. Lungo la strada verso casa il sito mi portò ad una migliore comprensione del suo articolo. Fino a quel momento passavo le vacanze a visitare coste, fiumi e metropoli culturali di questo mondo. L'interesse specifico per la montagna non esisteva in me. Poi però controllai il consiglio in rete di Willmann, il leasing delle mucche con il nome di una principessa. Solo una lettera era scritta male, altri paesi altre lettere.

Sicuro di me guardai l'animale alpha dal sito con la mia signora. La mucca era imponente e vec-chia. Molto vecchia. Il mio pensiero era: " bada a te stessa. ti prego non farti macellare. Ti dipinge-rò!" Da anni desideravo andare con la mia signora in montagna. Ora mi aveva. Volevo dipingere questa magnifica mucca, così partimmo verso la Svizzera, direzione Gstaad.

Lì passavano le vacanze Roger Moore e Liz Taylor, precedentemente c'era stato anche Michael Jackson, ma la mia principessa viveva sopra le alpi di Wispile. Distante mezz'ora di strada in funi-via, poi quasi un ora di marcia a piedi sulla dorsale della montagna attraverso nebbia e foschia. Pioveva. Una capanna solitaria all'altezza di 1.835 metri emergeva dalla nebbia. Doveva aver luo-go li la mia vacanza? Il mio stato d'animo giaceva tra gli escrementi di mucca a terra.

Lo stato d'animo mutò di colpo, quando mettemmo piede, bagnati fradici, nella capanna e rice-vemmo una calorosa accoglienza. A volte la realtà supera ogni immaginazione. Cademmo attraverso il tempo e arrivammo all'anno di costruzione della capanna — 1737. La caldaia di rame contenente 400 litri, vitale punto centrale, cuore della capanna; porta orgogliosa lo stampo dell'anno 1881. Piacerebbe al Miraculux (Asterix e Obelix) dei galli.

Nescafé, formaggio piallato ed il primo tentativo di comunicare. Tra la piatta lingua dei tedeschi del nord ed il dialetto degli alti paesi di Berna giace un abisso. Dopo tre giorni capimmo la prima parola in un discorso della famiglia: Fffliege.

Il sole dileguava ancora ad inizio serata la nebbia offuscata, e noi stavamo improvvisamente sopra le nuvole su uno dei tetti più belli del mondo. Il giorno dopo ci venne chiesto:" come prego? voleva-te rimanere qui una settimana? volentieri, il vino rosso è li ma in media la gente passa una notte sulla paglia e poi prosegue. Diventerà presto noioso, qui la gente ha solo la natura e le bestie. Questo è per l'uomo moderno troppo poco". L'elettricità veniva erogata per poche ore ogni giorno da un generatore diesel per una macchina per la mungitura e per caricare i telefonini. Alla sera c'erano solo le lampade a petrolio, le carte da gioco, i discorso e il sonno.

Hefti Hans nacque 43 anni fa sulle alpi. Lei, Sennerin Ruth, proveniva da un vicino delle alpi e non voleva sposare un contadino. A maggior ragione nessuno del vicinato. Ma si incontrarono, lavora-no molto, sono felici e ancora innamorati. Susanna Margit aiuta tutti e due sulle alpi, inoltre fanno lo stesso il nipote ventenne Michael , durante le vacanze scolastiche il quattordicenne figlio Lorenz e a soli nove anni anche il figlio Oliver. La diciassettenne figlia Linda pratica un tirocinio come ven-ditrice a valle e va solo nei giorni festivi nelle montagne. Ho mai visto visi così contenti?

Per i fratelli Hans e Robert l'azienda a valle è stata presa in consegna dal padre. Mentre Hans e Ruth nei mesi estivi conducono la cascina delle alpi e delle pre-alpi, la famiglia del fratello rimane a valle e si occupa della fienagione. Le famiglie non può possono vivere totalmente distaccate dall'economia del luogo. i Fratelli devono inoltre mettersi a lavoro nella foresta e sopra la costru-zione, così con 19 mucche da latte e 10 Bovini possono soddisfare e mantenere entrambe le fami-glie, per i tedeschi è impensabile.

Dopo una settimana di campane di mucche, dialetto svizzero-tedesco e vedute di panorami Hans ci portò nuovamente all nostra beata tranquillità: "il formaggio non lo posso portare via davvero. Non va bene. Deve stagionare. Almeno un anno". Allora ci divenne chiaro che il leasing delle muc-che non aveva a che fare solo con un estate alpina. Da 800 foto digitali della mucca e numerosi disegni si formava al nord ,su una tavola di legno con una antica tecnica verso l'inverno e i primi mesi dell'anno, l'animale della montagna in dimensione più grande del naturale.

Dipingendo pensavo: peccato che Soraia non possa vedere l'immagine dipinta, poiché non avevo voglia di una rigogliosa e grossa esposizione. Ma poi si formò l'idea della mia prima esposizione di un quadro. Gli ingredienti: una montagna svizzera, una vecchia stalla, una mucca chiamata Soraia ed un pittore con tavole per dipingere.

Chiamai in Svizzera: " Hans, ho dipinto la mucca. Lei è bellissima. Soraia deve assolutamente ve-dere il ritratto! Vorremmo fare un esposizione da te nelle alpi". Mai 1000 poster e cartoline furono stampate come quella volta. L'associazione per il turismo a Gstaad e Berna fu molto amichevole e distribuì la fornitura pubblicizzante il ritratto.

Nel film "Il Favoloso mondo di Amélie" il padre di Amélie riceve foto del suo nano da giardino viag-giatore. Quale bella idea. Così ci mostravano anche a noi differenti posti e li fotografavano.

Il più bel incontro sul cammino verso la mucca avvenne nella casa a Nürnberger di Albrecht-Dürer. Poiché sono un fan di Dürer da quando ho 5 anni, volevo assolutamente mostrare il dipinto della mucca in quella casa. Per mantenere vivo il ricordo di lui, si susseguivano pure molti attrici, le quali in qualità di signora Dürers raccontavano alla gente la storia del pittore e della sua condizione mentale.

Avevamo fortuna, la nostra Agnes era intelligente ed affascinante e quando si avvicinò alla nostra Tavola disse:" Oh che bella. Questa tavola dovrebbe vederla il mio uomo, Gli piacerà molto!" Il conte pittore non era a casa sebbene mi sarei volentieri intrattenuto con lui parlando delle sue le-pri. Durante il viaggio c'era Soraia da vedere.

Finalmente nuovamente sulle alpi. Odorano piacevolmente di erbe aromatiche, i bombi ronzano e il sole illumina il paradiso; è molto tranquillo. Le mucche dormono di giorno e mangiano di notte così vengono tormentate meno dalle mosche.

Quanto è straordinario vedere nuovamente queste persone. Dopo la lettura del comunicato stampa che avevamo distribuito in Svizzera, Hans era insicuro: "Cosa dobbiamo fare noi all'esposizione?" "niente. Forse vendere latte e formaggio agli ospiti". "Così va bene".

Durante il vino serale lui fantasticava:" dimmi Manfred, può essere, che tu ti senta esattamente libero nel tuo lavoro di pittore come io lo sia qui nelle alpi?". Avevamo già presto dimenticato la nostra ampia pubblicità li sù nelle alpi. Dimenticavamo altrettanto che giù a valle il mondo passava le vacanze e che in tutte le camere d'albergo giacevano da giorni le cartoline del dipinto della muc-ca.

Il giorno si alzava. Facevamo colazione al sole. La domanda del giorno: chi prenderà con questo caldo la funivia per mezz'ora, secondo vecchiaia e salute fisica, per poi camminare dai trenta ai sessanta minuti per venire a vedere una mostra di un unico quadro davanti ad una stalla su questa montagna?

Invece poi arrivavano. Per primi francesi, poi svizzeri, americani, inglesi, tedeschi. giapponesi, ita-liani, olandesi. Per 2 giorni. Dall'alba al tramonto. Pittore e modello erano presenti in una sorpren-dente mostra internazionale. Non vennero solo amanti dell'arte e della pittura, bensì anche bene-stanti commercianti di bestiame ed esperti zootecnici che collezionavano quadri di mucche.

Avremmo potuto vendere il quadro molte volte. Ma no, doveva essere appeso in futuro nel nostro appartamento. Una principessa non si vende.

Fui richiamato all'attenzione da uno storico dell'arte su un quadro ad olio di Mark Tansey "The in-nocent Eye Test" datato 1981. Il quadro è posseduto dal Metropolitan Museum of Art a New York e getta una sguardo ironico sull'arte e i suoi critici. Per ricordo posponevamo l'opera di Tansey sulle alpi.

Dopo una settimana di una avvincente e rilassante vacanza sulle alpi, abbracci, lacrime e la pro-messa di incontrarsi di nuovo. E per congedo le parole di Hans: " Ah si, sai Manfred, dopo la tua morte non ti conoscerà nessuna scrofa come pittore, ma la mia Soraia diventerà antichissima e famosa in tutto il mondo.

Manfred W. Jürgens I è nato a Grevesmühlen, Meclemburgo. Il primo lavoro lo intraprese nel 1959. Compì poi un apprendistato come marinaio tra il 1973 ed il 1975. Dal 1986 fino al 1989 ha studiato design della comunicazione a Berlino e vive come libero pittore e fotografo ad Amburgo.
Ritratto di copertina: Pittura di Manfred W. Jürgens - disposizione grafica - Oliver Reblin
Tradotto dal tedesco da Gianluca Favero, Brema 2015